L'Équipe

Nei nostri centri antiviolenza operano équipe multidisciplinari, in cui diverse professioniste — operatrici dell’accoglienza, psicologhe, avvocate, assistenti sociali, educatrici, orientatrici— collaborano in modo integrato per garantire un sostegno completo e coerente alle donne che si rivolgono a noi.

Ogni intervento è condiviso e coordinato all’interno del gruppo, così da assicurare continuità, qualità ed efficacia nel percorso di uscita dalla violenza.

L’équipe lavora nel pieno rispetto di principi fondamentali

I pensieri delle nostre professioniste

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Ginevra
In chiave metaforica mi piace immaginare il nostro lavoro al Centro antiviolenza come un combustibile silenzioso: non il fuoco, non la fiamma che arde, ma ciò che permette alle donne di riaccendersi. Le donne arrivano, spesso, come brace nascosta sotto la cenere, ma con una forza che a volte nemmeno loro ricordano di avere. Il nostro compito è stare accanto, alimentare quel nucleo vivo con ascolto, presenza e fiducia, finché la scintilla torni a brillare. E pian piano il fuoco riprende, con un calore nuovo, che illumina, che scalda, che si diffonde oltre loro stesse. Ed è in quei momenti che comprendo davvero il senso di questo lavoro: essere mezzo, passaggio, sostegno discreto affinché ogni donna possa rinascere e tornare a brillare con la propria fiamma.
Mena
Il nostro lavoro non è un lavoro facile, alle volte è tutt’altro, ma ciò che gli dà un senso, e ci fa andare avanti con costanza e passione é vedere la luce negli occhi delle donne riaccendersi, incontro dopo incontro. È accompagnarle nella riscoperta di sé, nella consapevolezza di essere donne, vive, libere e degne di felicità.
Elvira
Nel mio lavoro non ci sono eroi, solo umanità: quella che accoglie, sostiene, crede e non abbandona. Dove molti distolgono lo sguardo, io resto. Resto per dare voce, dignità e coraggio a chi ha imparato a vivere in silenzio. Esserci ed essere accanto.
Antonella
Coordinare un Centro Antiviolenza significa stare ogni giorno nel cuore pulsante del coraggio delle donne. Significa ascoltare silenzi, accogliere fragilità e vedere, insieme, la forza che torna a fiorire. Il nostro lavoro non è solo supporto: è un cammino condiviso, un atto politico e umano che trasforma il dolore in possibilità. Nulla di ciò che facciamo sarebbe possibile senza il lavoro di squadra e senza il confronto costante che ci permette di crescere, di restare lucide e di prenderci cura anche l’una dell’altra. Sono profondamente grata alla rete che costruiamo ogni giorno, fatta di professionalità, cura e fiducia reciproca. Insieme, dimostriamo che esiste sempre un luogo sicuro da cui ricominciare.
Maria Teresa
“Il vuoto non è mai vuoto, dentro c’è sempre qualcosa”. Comincia così la mia esperienza come operatrice al Centro antiviolenza. Quelle parole dette da una collega durante una condivisione di equipe mi sono risuonate dentro per giorni. Ho sentito per la prima volta lì in quel luogo il mio spazio e il mio tempo, quel luogo che accoglie e dove avrei potuto dare, ma anche ricevere. Entrare in relazione, ascoltare, accogliere, mi ha mostrato che non c’è solo l’altro, o l’io, ma il noi. Buber diceva che “io divento io dicendo tu”. E il mio Io continua a costruirsi sempre insieme al Tu dell’altro, imparando a stare accanto senza mai sostituirsi.
Chiara
Il CAV per me è più di un luogo di lavoro: è un allenamento quotidiano all’ascolto profondo, al coraggio e alla capacità di vedere la forza che può nascere anche dalle crepe. Qui ogni storia si rivela come un universo unico, e ogni donna porta con sé una potenza spesso invisibile, che merita uno spazio sicuro per riemergere. Questa esperienza non è solo qualcosa che vivo: è qualcosa che mi attraversa, mi trasforma e continuerà a lasciare tracce profonde nel mio modo di essere e di lavorare. Come psicologa, porto con me la certezza che il semplice atto di ascoltare può accendere la luce anche nei luoghi più oscuri.
Filly
Lavoro al Cav Eirene dal 2021 ed accompagno le donne nel percorso psicologico di empowerment e rinascita. Questo lavoro mi insegna ogni giorno che chiedere aiuto è un atto di coraggio e consapevolezza e che si può lavorare per tirare fuori la forza e le risorse che ogni donna ha sepolte sotto la sofferenza ed il dolore e veder rinascere e rifiorire queste donne è fonte di arricchimento umano e professionale. Rompere il silenzio e narrare la propria storia traccia la strada della rinascita.
Manuela e Alessia
Il ruolo dell’Avvocato, in un centro antiviolenza, va oltre la semplice consulenza legale in quanto diventa un presidio fondamentale di tutela dei diritti e di ricostruzione della sicurezza delle persone che subiscono violenza. Nello specifico significa dare la possibilità concreta di restituire dignità, sicurezza e voce a chi non ha avuto il coraggio di ribellarsi. Ogni colloquio, ogni passo legale, diventa un atto di alleanza e di fiducia. La ricompensa più grande rispetto al lavoro che svolgo è vedere il cambiamento nelle donne: empowerment e consapevolezza sono i traguardi che con un gran lavoro di equipe si raggiungono.
Marica
Lavorare al centro antiviolenza significa aiutare la donna a ricostruire la sua vita attraverso l’empowerment. È un lavoro di empatia e di impegno ma altresí pieno di gratitudine nell’essere parte fondamentale per la donna nel suo percorso di fuoriuscita dal vortice della violenza. Sono fiera di essere parte attiva alla costruzione di una nuova vita per la donna e di promuovere sensibilizzazione sul tema attraverso le scuole e i ragazzi che sono il nostro futuro.
Tina
La bellezza indescrivibile di lavorare come psicologa nel Centro Antiviolenza è assistere al miracolo della rinascita, vedere la scintilla tornare negli occhi delle donne, la schiena che si raddrizza, il tono di voce che si fa più sicuro e assertivo. Guardarle mentre si riappropriano della propria storia, trasformando la vergogna in coraggio e la vittimizzazione in resilienza. Ogni donna che lascia il Centro con un passo più fermo è un trionfo, la prova vivente che l'amore per sé stesse può superare qualsiasi violenza.
Giusy
Come operatrice di accoglienza, ogni giorno mi metto in ascolto con tutto ciò che sono. Non è solo un lavoro: è un incontro tra due vite che, per un tratto, camminano affiancate. Accolgo storie che arrivano stanche, a volte spezzate, e le tengo con delicatezza tra le mani, sapendo che non mi appartengono ma che, per un momento, mi vengono affidate. Imparo a leggere gli sguardi prima delle parole, a rispettare i tempi, a fare spazio senza invadere. L’accoglienza è stare, anche quando è difficile, anche quando non ci sono risposte immediate è scegliere ogni giorno di essere un punto fermo in un tempo incerto.
Daniela
Il lavoro al cav è un impegno significativo, con tutte le sue complessità ma molto intensa e trasformativa. È una costruzione interiore tra la sfera professionale ed un impegno umano molto profondo. È un lavoro che ti cambia, ti mette di fronte alla violenza più cruda ma anche alla forza incredibile delle donne, che riescono a trasformare il loro dolore in rinascita.
Gina
Lavorare nel centro antiviolenza per me significa: essere un tassello del percorso che la donna intraprende per avere una possibilità di riscatto da una vita che non le apparteneva. Significa essere presenza per donne che vogliono rimettersi in piedi, che necessitano di essere accolte, contenute, ascoltate, sentite, viste e di riscoprirsi ad essere donne. Significa accogliere e sentire la soddisfazione di vederle rinascere. Significa condividere il bello e il brutto con le mie colleghe, fondamentalmente per percorrere le trame ma non rimanerci imbrigliata. Non da sole, ma insieme, in una concreta, necessaria е urgente sinergia.
Maria
Lavorare al fianco delle donne, significa immergersi ogni giorno nelle loro storie, nei loro silenzi e nei loro desideri inespressi. Significa ascoltare ciò che fa rumore e ciò che invece resta nascosto. Nel tentativo di guidarle e di accompagnarle a vedere il mondo nuovamente a colori, ci ritroviamo spesso a camminare insieme a loro attraverso ombre e fragilità. Ed è proprio in questo percorso condiviso che si comprende quanto tutto ciò sia difficile: richiede pazienza, presenza, delicatezza e la capacità di accogliere senza giudicare. Eppure, nonostante ció, questo lavoro è immensamente gratificante.
Fabiana
Lavorare in un Centro Antiviolenza per me significa far parte di una rete grande e potente, in grado di cambiare il mondo.

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